Rainews24

G8 donne: il documento finale chiede un’alleanza governi-società

No agli stereotipi “degradanti” che esprimono i media. La dichiarazione finale della conferenza internazionale sulla violenza contro le donne della presidenza italiana del G8, rivolge un appello ai mezzi di comunicazione e di informazione perche’ sia promossa una rispettosa immagine della donna.  

“Rivolgiamo un appello ai mezzi di comunicazione e di informazione - si legge nel documento - affinche’ svolgano pienamente il loro ruolo centrale per promuovere l’abbandono di stereotipi sociali degradanti e l’immagine della donna come protagonista ed artefice del progresso della comunita’. Richiamiamo i media a denunciare violenze ed abusi anche quando essi vengano perpetrati, come purtroppo continua ad accadere, nell’ambito della famiglia”.   

Il ministro delle Pari opportunita’ Mara Carfagna ha sottolineato “che i media veicolano spesso, 24 ore su 24, immagini poco rispettose della donne e delle pari opportunita’.

10 CommentiCommenta

Da Napolitano invito a non ignorare Costituzione sull’uguaglianza e le non discriminazioni.
Carfagna ricorda che nel mondo ci sono 140 milioni di donne maltrattate. No lamenti, ma lotta

[Dal discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla conferenza internazionale contro la violenza sulle donne]

“In paesi evoluti e ricchi come l’Italia dotati di Costituzione e di sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne, continuano a verificarsi fatti raccapriccianti, in particolare, negli ultimi tempi, di violenza di gruppo contro donne di ogni etnia, giovanissime e meno giovani. La lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia fa tutt’uno con la causa del rifiuto dell’intolleranza e della violenza, in larga misura oggi alimentata dall’ignoranza, dalla perdita dei valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica. Anche perchè ”fatti raccapriccianti” contro il genere femminile vengono ancora compiuti “nonostante il Parlamento gia’ da decenni si sia impegnato in una severa legislazione sulla violenza contro le donne come reato contro la persona e abbia di recente affrontato l’aspetto delle molestie e delle persecuzioni contro le donne nei luoghi di lavoro”

[dal discorso di Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità]

“Lavoreremo affinche’ i ministri degli G8 facciano propri i risultati della Conferenza e rendano cosi’ questo incontro un’occasione di concreto progresso. La strada e’ intrapresa - ha detto il ministro citando alcuni simboli della lotta per i diritti delle donne come Rosa Parks, Maria Stewart, Khadi Kota e Ayaan Hirsi Ali , ma i problemi sono ancora tanti. Sento che la chiave del riscatto delle donne e’ in questa catena che vogliamo costruire oggi. È necessario liberare le nostre sorelle dalla paura. Se una donna e’ libera, se puo’ amare e sposare chi vuole, se studia, se puo’ lavorare, se puo’ scegliere quando e se essere madre, vestirsi come crede, parlare a voce alta, sorridere, la societa’ intera fiorira’”

Lascia il tuo commentoCommenta

G8: a Roma conferenza mondiale su violenza contro le donne

Si apre mercoledi’ alla Farnesina la conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, promossa dalla presidenza italiana del G8. I lavori si articoleranno in tre sessioni: la violenza nell’ambito
familiare, da sempre ignorata nonostante la diffusione dilagante e solo da poco contemplata come violazione di diritti umani, lo stalking, una forma di persecuzione ormai reato in Italia, e l’analfabetismo femminile, un problema evidenziato dal dato che nel mondo due analfabeti su tre sono donne.

Alla sessione inaugurale portera’ il suo saluto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e interverranno il ministro degli Esteri Franco Frattini, quelle per le Pari Opportunita’ Mara Carfagna e le sue colleghe di Spagna, Regno Unito, Canada, Turchia, Consiglio d’Europa e molti Paesi africani.
Prevista anche la partecipazione di una delegazione di donne afghane, esponenti della politica, della cultura e della societa’ civile del Paese. Si parlera’ di famiglia multiculturale, dove spesso e’ la donna a dover rinunciare alle sue convinzioni, di possibili modelli per l’integrazione e del ruolo del diritto internazionale per sostenere le liberta’ fondamentali delle donne. In chiusura saranno affrontati i temi della violenza sulle bambine, la piu’ inaccettabile forma di violazione, e del fenomeno della mutilazione genitale femminile, in atto anche al di fuori dei Paesi che lo praticano come tradizione.

Lascia il tuo commentoCommenta

Il 3 settembre il consiglio europeo vara il nuovo congedo parentale

Allora, Professoressa Servidori, questo è davvero un passo decisivo?
“Finalmente il Consiglio Europeo  con la  proposta di Direttiva   che sarà definitivamente varata il 3 settembre prossimo conferisce  valore giuridico all’accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale concluso il 18 giugno 2009 dalle parti sociali europee a livello intersettoriale”.
In cosa consiste?
“L’accordo riveduto estende da tre a quattro mesi il diritto individuale dei lavoratori di entrambi i sessi al congedo parentale e introduce vari miglioramenti e chiarimenti relativi all’esercizio di tale diritto. I lavoratori saranno protetti da discriminazioni derivanti dalla richiesta o dall’esercizio del congedo parentale. La ripresa dell’attività professionale dopo il periodo di congedo sarà facilitata, segnatamente accordando ai lavoratori il diritto di richiedere orari di lavoro flessibili. L’accordo e la presente proposta contribuiranno a una migliore conciliazione di vita professionale, vita privata e familiare e a promuovere la parità di genere sul mercato del lavoro”.

La direttiva si inserisce nella strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione?
“Promuovendo una distribuzione più equilibrata delle responsabilità familiari tra madri e padri mediante il miglioramento delle condizioni per l’esercizio del congedo parentale, contribuirà a ridurre la disparità tra i generi in termini di tassi occupazionali, come prescrive uno degli obiettivi della strategia di Lisbona. La proposta rappresenta inoltre un contributo alle politiche tese a far fronte alla sfida demografica cui si trova confrontata l’Europa. La  proposta ha lo scopo di aggiornare le norme minime comuni europee sulla concessione del congedo parentale ai lavoratori con figli piccoli e sulla loro protezione nell’ambito del rapporto di lavoro, consentendo in tal modo la parità di condizioni in questo aspetto essenziale della conciliazione tra vita professionale, vita privata e familiare. Tale obiettivo può essere conseguito unicamente mediante una misura a livello comunitario e non dai singoli Stati membri. Sia le parti sociali europee che la Commissione sono convinte della necessità di un’azione comunitaria in questo settore. L’accordo stabilisce tuttavia solo i principi generali relativi al congedo parentale e lascia agli Stati membri la decisione sulle modalità applicative di tali principi. Grazie a frequenti riferimenti al potere discrezionale degli Stati membri e delle parti sociali a livello nazionale in una serie di settori, l’accordo e la proposta evitano di essere eccessivamente vincolanti e lasciano una notevole libertà per l’adattamento delle disposizioni al mercato del lavoro dello Stato membro interessato”.

Lascia il tuo commentoCommenta

Cortina InConTra ospita la mostra fotografica “Donne & lavoro, 1949-2009″ di Carlo e Maurizio Riccardi

Un connubio, quello tra il lavoro e il mondo femminile, attualissimo e insieme antico, come testimoniano gli scatti d’epoca affiancati a quelli dei nostri giorni. Una sezione e’ dedicata al secolo scorso, quando la donna e’ diventata protagonista dei grandi cambiamenti sociali ed economici. Ma c’e’ anche l’oggi, testimoniato dal lavoro femminile sempre piu’ rivolto a ruoli dirigenziali e di responsabilita’. Non vi sono volti noti tra quelli ritratti dai due fotografi. Tranne uno, quello del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini nell’anno del suo centesimo compleanno.
Le immagini sono corredate da riflessioni affidate  politiche, imprenditrici e  giornaliste.

In occasione dello scorso 8 marzo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato che la democrazia si consolida se si rafforzano il ruolo e il contributo delle donne attraverso diritti e e doveri sanciti dalla Costituzione. Sono gli articoli 3, 37 e 51 a sancire la parità fra generi, ma sappiamo bene quanto, a distanza di oltre 60 anni, siano ancora largamente disattesi. Sulla strada dell’eguaglianza si frappongono essenzialmente due fattori: la maternità (1 lavoratrice su 10 perde il posto di lavoro nel primo anno di vita del figlio; altre 2 optano per il part-time che è vero aumenta il tempo a disposizione, ma diminuisce sensibilmente lo stipendio; la possibilità di far carriera decrescerà di pari passo con il numero delle gravidanze affrontate) e il pregiudizio. Per chi mostra scetticismo su questo punto val la pena ricordare il sorprendente risultato di studio condotto all’Università di Chicago: un gruppo di neo laureati era disposto a guadagnare il 22% in meno pur di aver un capo uomo. E’ stata definita la “tassa del pregiudizio”.
Da giornalista del servizio pubblico mi chiedo quale possa essere il mio contributo per favorire una più ampia e qualificata partecipazione femminile al mondo del lavoro. Sicuramente quello di fare conoscere le numerose figure femminili che hanno puntato su volontà, merito e competenza per affermarsi. Per il passato penso a Lidia Poet che nel 1881 fu la prima italiana a laurearsi in Giurisprudenza. Dovette, però aspettare più di 40 anni per iscriversi all’Albo degli Avvocati. Come avrebbe potuto difendere un cliente se lei, come donna, non godeva di pari dignità giuridica degli uomini, non poteva cioè testimoniare in un processo e -nel privato- era sottomessa alla volontà del marito? Il presente può essere rappresentato da Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea. E per il futuro? Immagino un Presidente del Consiglio donna, una donna che proprio visitando questa mostra tragga ispirazione e coraggio per competere con gli uomini.

Lascia il tuo commentoCommenta

avanti »